martedì 30 aprile 2013

IntervARTista 14° - PASSPARTU'


Quattordicesima Super IntervARTista!
Super perchè... scopritelo, leggendo qua sotto.
Dico solo che è un'intervista a cui tengo molto perchè credo fortemente nell'attività di queste due Pollicine Forzute uscite da un mondo di Libri!
 
Interv(ART)ista
Tot. domande a PASSPARTU’ di Barbara Balduzzi & Ilaria Antonini 


Chi sei/siete e cosa fai/fate? Dai/date un nome a Te/Voi e alla tua/vostra Arte.

Siamo! Perché ormai ci siamo fuse (in tutti i sensi) in un'unica entità!
Ci chiamiamo Passpartù, siamo Ilaria e Barbara, abbiamo una media di 35 anni, e ci occupiamo di promozione della lettura nelle scuole e nelle biblioteche e di vendita libri per bambini e per ragazzi.
Braccio e mente, mente e braccio.
Oltre ai libri condividiamo un'altra passione che funziona sempre per mettere il buon umore e per farci lavorare felici: il cibo!
 
Perché lo fate? Quando e come avete cominciato?
 
In effetti... chi ce l'ha fatto fare?
Se abbiamo iniziato è “per colpa” di quattro bibliotecari che si sono fidati a darci in mano dei libri per bambini e ragazzi senza forse sospettare che la cosa avrebbe avuto effetti infiniti.
Infatti ci abbiamo preso talmente gusto che i libri non riusciamo più a staccarceli dalle mani! Anzi, ci piace così tanto che, per non correre il rischio di non trovarli, adesso i libri per bambini e ragazzi li vendiamo pure alle biblioteche.
 
Dove e come? Ci presentate il luogo in cui create e gli strumenti/la tecnica che usate?
 
Con la scusa che le storie hanno le gambe lunghe viaggiamo su e giù dal Trentino per incontrare bibliotecari a cui presentare i libri, e bambini a cui leggerli, questi libri. 
Nel senso che andiamo a fare letture all'asilo nido, alla scuola materna e su su fino alle medie.
Non abbiamo un posto fisso dove lavoriamo, ci invitano scuole e soprattutto biblioteche. Promuoviamo la lettura attraverso giochi, incontri settimanali o mensili, animazioni, letture particolari, notti in biblioteca... insomma ce ne inventiamo di tutti i colori!
 
copyright foto di Ilaria e Barbara - Briciole di Pollicino

Chi? Colleghi, clienti, datori: rapporti lavorativi?

Collaboriamo soprattutto con biblioteche e scuole trentine per quanto riguarda la promozione della lettura, mentre per la vendita dei libri siamo in collaborazione con molte case editrici presenti nel panorama italiano ormai da diversi anni.
Si tratta di editori davvero appassionati, a volte folli, se pensiamo a quanto credono e a quanto fanno per poter pubblicare, oggi, libri di qualità, mostrando un profondo rispetto soprattutto verso i principali fruitori, ossia i bambini.
Ci sono pubblicazioni di qualità eccelsa, con illustrazioni e testi molto curati.
E i rapporti con loro (in particolare con alcuni di loro) sono umani, ci si “riconosce” quando si è mossi dalla stessa passione. 

Bianco/Nero: qual è l’aspetto più piacevole e quale il più noioso/brutto/antipatico della vostra arte?
 
Non siamo sicure di poter parlare di un aspetto bianco e di uno nero.
Siamo mosse principalmente dalla passione per i libri e fare questo lavoro è una scelta, prima che una necessità. Siamo fortunate a poter fare un lavoro che scegliamo e inventiamo ogni giorno, con amore e pazienza.
D’altra parte questo discorso potrebbe anche essere ribaltato e diventare la parte “nera”; ricominciare da capo ogni volta, rifare gli stessi discorsi, incontrare ancora genitori e/o insegnanti che alla lettura non credono… la nostra è una bella sfida, d'altronde senza i libri si può vivere, no?
E allora perché insistere tanto per divulgarli e per farli amare?
Lo chiediamo spesso ai bambini e le risposte che ci danno ci motivano sempre di più a continuare: per ridere, per sognare, per piangere, per viaggiare a tutte le ore, per conoscere e imparare divertendosi, perché con un libro puoi arrivare in tutte le parti del mondo senza muoverti, per non essere soli… 

Dove andate? Quali sono i prossimi obbiettivi/progetti?
 
Gli obiettivi finora raggiunti ci rendono particolarmente orgogliose.
Naturalmente abbiamo ancora tanta strada da fare, tanto da imparare e tanto da offrire. Ma è una strada che non ci fa paura, perché abbiamo la fortuna di poter contare oltre che sul sostegno reciproco anche su bibliotecari che credono nella nostra professionalità e che ci sostengono e aiutano.
La cosa certa è che non ci fermeremo. Siamo determinate a diffondere il virus della lettura, puntiamo alla conquista del mondo!! AHAHAH :D

Ci mostrate la creazione, secondo voi, meglio riuscita o che meglio vi rappresenta?
 
Potremmo dispensare consigli di lettura più che mostrare creazioni!
Forse la cosa che più ci rappresenta (almeno tra i bambini che ci riconoscono per questo) è il nostro Biblioburro, un carrettino con la testa d'asino che porta i libri per noi e che ci segue ovunque. Abbiamo dovuto trovare un compromesso, un asino vero non ce lo lasciavano portare nelle biblioteche (figurarsi negli asili!). Per ora è finto.

 

Dove possiamo trovarvi?

Trovarci fisicamente è un po' difficile visto che siamo un po' qui e un po' lì.
Ma abbiamo un blog dove raccontiamo le nostre attività e diamo consigli di lettura:
 
(cliccateci su!)
 
E saremo presenti anche ad alcuni mercatini dove venderemo libri e racconteremo storie a chi vorrà passare a farci un saluto. Il primo sarà a Tione di Trento sabato 25 maggio. 

Vorremmo aggiungere un grande e stampato GRAZIE a Ila, per averci voluto intervistare (è la nostra prima intervista, siamo un po' agitate!). Ci sei stata simpatica dal quel freddo giorno di novembre in cui ti abbiamo conosciuta!


Un enorme e librosissimo GRAZIE (anzi: grazzissime!) alle due Bibliotecarie più folli e frizzanti che conosca! Se poi mi farete fare un giro sull'Asinello vi sarò grata a vita.
Correte a leggere il loro Blog e seguite la loro avventura... perchè è una di quelle che vale davvero la pena di essere raccontata!

Buona Creatività!

 

mercoledì 24 aprile 2013

Un post farlocco...

... ma nemmeno poi troppo (ma un pochino sì)!

Un post breve per:

1) lisciarmi un po' le penne da sola e invitarvi (con orgoglio... o con ego) ad ammirare il (mio) nuovo Bannerone del Forum di Illustrarte (forum di illustratori dove ci si confronta/consiglia/chiacchiera).
Primaverile, no?



2) segnalarvi questo bel post delle mie care Pollicine: sono brave o no!?

3) dirvi che su Bliblila è cominciata una nuova rubrica-Gioco, ispirata alle 20 Buone Ragioni per Regalare un Libro a un Bambino edite dai Topipittori, che andrà in linea tutti il lunedì!
QUI la prima puntata!

 
 
4) perdere (e prendere) un po' di tempo distraendovi mentre, in questo ponte del 25 aprile, preparo nuovi curiosi post (rubriche, idee, lavori e quant'altro!).
Pensatemi... seduta al mio tavolo di legno, nella cucina accogliente della mia casetta tra i boschi... probabilmente immersa in un temporale continuo ma questi sono solo particolari!
(E per fortuna esiste la boule dell'acqua calda.)
 
Buona Pimavera, Buone Feste e Buona Creatività!
 

lunedì 15 aprile 2013

IntervARTista 13° - Dreaming In A Hat

Tredicesimo appuntamento con Intervistilla, siete pronti?


Oggi ci infiliamo nelle coloratissime creazioni di Sveva, in arte Dreaming In A Hat!

Interv(ART)ista
Tot. domande a Dreaming In A Hat
 
 
Chi sei e cosa fai? Dai un nome a Te e alla tua Arte.
 
Mi chiamo Sveva e mi diletto con ferri, uncinetti e gomitoli da diversi anni.
Il mio principale lavoro è fare la segretaria di Direzione ma la sera abbandono questi panni e mi circondo di morbidi fili colorati e dò sfogo alla mia passione.
Questa dualità mi ha sempre accompagnato e sono riuscita col tempo a conviverci: far fuoriuscire il mio lato elegante, professionale e deciso durante il lavoro in ufficio e lasciar libera l’anima creativa la sera e durante i fine settimana, quando abbandono gli stretti vestiti da segretaria per entrare in scarpe basse, capelli sciolti, vestiti larghi e comodi e tanta voglia di tuffarmi nei gomitoli, negli acquerelli, nel suonare uno strumento, nel cucinare… insomma nel fare tutto ciò che più amo e che alimenta l’aspetto più “libero” di me.
 
Perché lo fai? Quando e come hai cominciato?
 
Ho cominciato nel 2008 con i ferri e qualche anno dopo ho imparato anche l’uncinetto che ormai è diventato il mio principale strumento creativo perché è maneggevole, pratico, molto più semplice da utilizzare e posso portarlo ovunque senza rischiare di cavare l'occhio a qualcuno.
Cercavo un hobby rilassante che mi facesse creare anche qualcosa di utile e ho trovato la Passione con la P maiuscola, quella che mi accompagnerà sempre, quella dove se sbagli puoi tornare indietro, sfilare il lavoro e ricominciare poiché nessun errore è mai irreparabile e forse è proprio questo l’aspetto che amo di più.
A furia di creare mi sono ritrovata con un sacco di cappelli e nessuna testa dove metterli a parte quella della sottoscritta e così ho deciso di aprire il negozio e metterli a disposizione di chi vorrà apprezzarli.
 
Dove e come? Ci presenti il luogo in cui crei e gli strumenti/la tecnica che usi?
La maggior parte del tempo creo a casa mia, una mansarda in un paesino fuori Milano dove mi sono trasferita nell’ottobre 2012.
 
foto copyright Sveva
 
Ma il mio è un uncinetto “itinerante”, lo porto praticamente ovunque quando sono fuori casa.
Gli strumenti invece eccoli qui (la foto non è mia bensì di Posy, ma i miei uncinetti sono colorati e identici a questi):
 
foto copyright Posy
 
Chi? Colleghi, clienti, datori: rapporti lavorativi?
Non ne ho nessuno dato che questa è solo una passione e la svolgo da sola, ho però alcuni piccoli “ammiratori” e anche io seguo moltissime artigiane e creative con le quali la condivido online.
 
Bianco/Nero: qual è l’aspetto più piacevole e quale il più noioso/brutto/antipatico della tua arte?
Di aspetti piacevoli ce ne sono miliardi, uno su tutti è poter sperimentare con i colori e le forme, poterli mescolare ed è impossibile sentirmi triste quando sono circondata dai gomitoli, anche nella più cupa giornata invernale ho l’arcobaleno che scivola tra le dita!
Ma sicuramente l’aspetto più positivo di tutti è quello che ho scritto sopra: nessun errore è mai irreparabile e puoi sempre sfilare il lavoro, tornare indietro e ricominciare, cosa che in altre situazioni della vita è impossibile.
Adoro così tanto lavorare all’uncinetto che non riesco a trovarne un aspetto negativo, di sicuro però mi annoio parecchio a fare le foto per il negozio, non sono bravissima con la macchina fotografica, devo sempre fare mille prove e il risultato finale non mi soddisfa mai un granché.
 
Dove vai? Quale sono i prossimi obbiettivi/progetti?
Ho aperto il negozio Etsy a dicembre 2012 e l’obiettivo è senz’altro quello di riuscire a vendere sempre più cappelli e far felici quelli che li indosseranno.
Il negozio è diviso in due sezioni, una per i cappelli più semplici ed economici (quelli per tutti i giorni diciamo) e un’altra per quelli più particolari e leggermente più costosi, in questo modo voglio offrire ampia scelta.
Ne sto creando moltissimi anche con colori scuri e il negozio lo aggiorno periodicamente, spero che con il tempo possa incontrare il favore di molte persone!
 
Ci mostri la creazione, secondo te, meglio riuscita o che meglio ti rappresenta?
Sicuramente più la creazione è colorata e più mi rappresenta.
Di quelli fatti finora però ne ho tre preferiti: uno slouchy hat con un filato variegato con fili d’argento, un berretto con filato verde e arancione/rosso e poi il mio bloomy hat a forma di fiore, direi che questi rappresentano bene la varietà della mia produzione.
 
foto copyright Sveva - Dreaming In A Hat
 
Dove possiamo trovarti?
In rete sono praticamente ovunque, eccomi qui:
 

Ho anche le gallerie su Flickr e Tumblr ma a chi gradisce prezzi, dettagli e altro consiglio ovviamente il link del negozio.
Non faccio mercatini per totale mancanza di tempo ma online sono molto presente e rispondo ogni giorno e più volte al giorno a qualsiasi richiesta. 
Ringrazio la cara Ilaria per avermi ospitato e i gentili lettori per avermi letto.
 
 
Un coloratissimo Grazie a Sveva per la partecipazione, per le belle foto che mi ha permesso di pubblicare e per tutti gli smile sparsi nell'intervista (ma che a Blogger piacciono poco).
 
Buona Creatività!

 

lunedì 8 aprile 2013

Bologna 2013

Come promesso, arrivo con il resoconto della mia (breve) esperienza al Bologna Children's Book Fair 2013.

foto©NatiPerLeggere

Cos'è il Bologna Children's Book Fair 2013
Molti di voi (probabilmente miei colleghi o quasi) sanno perfettamente cos'è la Fiera di Bologna.
Ma c'è di sicuro chi non la conosce, chi l'ha solo sentita nominare, chi la conosce ma ancora non c'è mai stato.
Il Bologna Children's Book Fair è uno degli eventi più importanti, a livello mondiale, per il settore dell'editoria specializzata in libri per bambini e ragazzi.
Possono accedervi solo gli addetti ai lavori, perchè è un vero e proprio mercato professionale: editori, illustratori, scrittori, grafici, insegnanti, bibliotecari, traduttori, agenti...
Ospita mostre d'illustrazione, editori/espositori da tutto il mondo, seminari, conferenze, incontri e molto altro.
Per avere un quadro generale di cosa offre la Fiera, potete visitarne il SITO e leggere articoli come QUESTO.
Inoltre, quest'anno, si è festeggiato la 50° edizione della Fiera!



Piccola prefazione
La prima volta che visitai la Fiera fu nel 2006 o 2007, non ricordo con precisione.
Ricordo però che andai in giornata, da sola e fui travolta dalla "grandezza" dell'evento.
Ero impreparata, totalmente. Priva di aspettative, ricca di curiosità.
Tornai in stato confusionale, eccitata e spaventata.

Tornai l'anno seguente, con un amico.
Ancora non troppo preparata, sempre e solo in giornata, in veste quasi "turistica".
Fu un'esperienza più lieve dell'anno precedente, in cui mi dedicai a curiosare e osservare.
Per un paio d'anni non vi tornai, ma continuai a pensarci.

Nel 2011 mi organizzai per bene.
Prenotai un B&B con amiche/colleghe, preparai portfolio e biglietti da visita, ripassai l'inglese e il francese, prenotai i treni in anticipo, presi appuntamenti con alcuni editori, pronta a vivere tre giorni interi di Fiera!
Fu un'esperienza bellissima. Ricca, stimolante, coinvolgente.
Mi guardai le mostre, girai per gli stand, ascoltai alcune conferenze (ad una partecipai anche come "illustratrice-oratore"), rimirai il "Muro del Pianto" e presi (e trovai) il coraggio di mostrarmi!
Cominciai con timore, prima a uno stand, poi a un altro... e cominciai a divertirmi!
Fu un tre-giorni-di-fiera molto intenso.

foto©IlariaMozzi

Nel 2012, invece, anche a causa di malanni fisici, visitai la Fiera solo un giorno e mezzo.
Come osservatrice per il Tropico (potete leggere un resoconto QUI e QUI) e illustratrice (quasi) turista, andando a salutare tutti quelli che conoscevo.

2013
Anche quest'anno ho dedicato alla Fiera solo un giorno, andata e ritorno.
Un giorno è troppo poco. Poco per tutto. Poco anche solo per curiosare con leggerezza.
Torni a casa con un senso di mancanza... come se avessi perso occasioni e stimoli che erano lì a portata di mano.
Ho incontrato amici, vicini e lontani; ho curiosato (poco) tra gli stand stranieri, ho osservato (bene) le mostre di illustrazione e son tornata a casa stanca, elettrizzata e un po' malinconica.

Le mie impressioni?
La Fiera è sempre la Fiera e andrebbe vissuta in modo preparato, consapevole, aperto e per più d'una giornata.
L'atmosfera di quest'anno, pur sempre elettrizzante e colorata, aveva un che di diverso, un po' "sottotono"; questa è ovviamente una sensazione personale (anche dovuta forse al poco tempo), condivisa però anche da alcuni amici e colleghi con cui mi son confrontata.

Gli aspetti che mi hanno più colpito:

1) Il nuovo "allestimento" generale del padiglione centrale, l'accoglienza insomma, quest'anno composto da muri-cerchio; l'impressione era di maggiore aria ma anche di disorientamento.

2) La Mostra degli Illustratori. Le scelte della Giuria, quest'anno, sono leggermente uscite dai binari percorsi negli ultimi anni, facendo forse un passo "indietro", suscitando la delusione di alcuni e l'apprezzamento di altri.
Sicuramente una mostra varia, aperta a stili e mani differenti, dalle più astratte visioni a quelle più naturalistiche, passando per il fiabesco, l'onirico, il tradizionale e il fumetto!
Personalmente mi è piaciuta molto, nel contenuto e nell'esposizione in cui le diverse illustrazioni si alternavano valorizzandosi a vicenda.
Purtroppo... non ho segnato tutti i nomi delle immagini da me (malamente) fotografate. Me sbadata!
Per rispetto del copyright, mostro solo quelle riconducibili all'autore.

ANNE CRAUSAZ, Svizzera


TORBEN KUHLMANN, Germania


MARCO SOMA', Italia


PEPPO BIANCHESSI, Italia


OLEH PETRENKO-ZANEVSKY, Ucraina


MELTEM SAHIN, Turchia


SATOE TONE, Giappone


3) La Mostra dedicata al Paese d'Onore, la Svezia, molto interessante.
L'allestimento mi ha convinto, però, per metà: molto fresco il parquet stile Ikea (giustamente), arioso e luminoso; intrigante il doppio lungo tavolo coperto da libri da sfogliare (a cui non sono riuscita ad avvicinarmi!); labirintico e da capogiro il percorso tra le enormi bianche strutture che ospitavano le opere e i libri da cui erano tratte... strutture che, una volta osservate da lontano (per fotografare!), si sono rivelate enormi libri aperti!
Quest'ultima cosa da molti non è stata notata. Peccato, perchè era una bella idea.


Altra caratteristica ben pensata, ma mal usata, erano le panchine posizionate nei corridoi tra un librone e l'altro, messe appositamente per sedersi e guardare ad altezza "bambino" le illustrazioni esposte.
Sfortunatamente, non essendoci panchine nella zona circostante, le panche Ikea erano invase da visitatori stanchi e magari con un panino in mano... Insomma, parte delle opere non sono riuscita a guardarle a causa di queste barriere umano-architettoniche. Peccato, di nuovo.
 



4) Molta, moltissima gente nel padiglione centrale, intorno ai muri del Pianto (moltiplicati), ai tavolini disposti lì attorno, dentro le mostre, al Caffè degli illustratori; molte persone alle conferenze sparse qua e là per i padiglioni.
Molto poco traffico negli stand veri e propri (parlo di quelli stranieri in cui sono stata).
Sarà perchè era mercoledì pomeriggio?
Non saprei, ma la sensazione era, per l'appunto, sottotono.

Non sono riuscita a farmi molte altre idee.
Però, se siete curiosi, potete guardare qui:

 
e leggere le impressioni dei colleghi: QUI (il punto di vista di due bibliotecarie) QUI (il punto di vista di un editore), QUI (il punto di vista di un'illustratrice) e QUI (il punto di vista di... tanti!).

E se volete anche il punto di vista di una Scuola guardate QUI, QUI (grazie Fabbrica delle Favole!).

 
Buona Creatività!
 

giovedì 4 aprile 2013

Aprile!

Primavera, Pasqua e Aprile!
Il mio calendario questo mese vi augura...

... Cogliere le Occasioni

... di saper cogliere le occasioni!
Per un mese luminoso e ricco di novità!

Buona creatività!

lunedì 1 aprile 2013

IntervARTista 12° - Paper Leaf

Dodicesima IntervARTista! E non è un pesce!
In quale mondo curiosiamo oggi?


Un mondo di carta e preziosità, tra i gioielli creati da Elisa, in arte Paper Leaf!

Interv(ART)ista
Tot. domande a Paper Leaf 
copyright di Paper Leaf
 
Chi sei e cosa fai? Dai un nome a Te e alla tua Arte.

Sono Elisa, in "arte" Paper Leaf e in questo momento della mia vita professionale, realizzo bijoux in carta.
Sono una ex-illustratrice, ex-decoratrice, ex-graphic designer e tutte queste ex che coabitano nella mia testa hanno dato vita a Paper Leaf.
Come progetto, insomma, si avvale di varie e validissime figure professionali! 
Non amo parlare di me come "creativa" (parola decisamente sfruttata e di cui molti si fregiano immeritatamente), preferisco definirmi una buona artigiana della carta o meglio ancora, una Paper Designer. In fondo, viste le varie ex coinquiline, la carta è l'elemento comune a tutte.
 
copyright di Paper Leaf

Come illustratrice ho imparato a conoscere le carte naturali, quelle materiche, quelle porose e ruvide da acquerello o le liscissime da aerografo.
Come decoratrice ho imparato a utilizzare carte da lavoro, più grossolane e resistenti, ma anche carte speciali da parati, e ho iniziato ad usare i materiali pittorici in modo meno accademico.
Infine, come graphic designer ho acquisito una conoscenza tecnica delle carte, le grammature, la differenza tra le finiture e la caratteristiche che possono determinarsi in base alla scelta di una carta piuttosto che ad un'altra, le tecniche di stampa che prevedono effetti 3D e così via.
Senza dimenticare che, grazie a quest'ultima vita professionale, ho affinato le mie conoscenze delle fustelle e del packaging, cosa che mi permette di progettare anche tridimensionalmente. 
 
copyright di Paper Leaf
 
copyright di Paper Leaf
 
Perché lo fai? Quando e come hai cominciato?
 
Lo faccio perché mi diverte, mi piace, mi realizza e mi gratifica.
Mi sembra quasi lo sbocco naturale dei vari percorsi lavorativi che ho affrontato finora: unisce le capacità manuali con le conoscenze tecniche, il tutto sulla base del mio background di studi classici, di storia dell'arte e storia dell'illustrazione.
 
copyright di Paper Leaf

Posso dire che gli studi che ho fatto mi hanno coadiuvato dal punto di vista culturale e tecnico, ma certamente quel che faccio ora non è assolutamente in linea con quello che ho studiato!
Per quanto ne so non esiste una scuola o un corso che insegni tecniche relative alla realizzazione di bijoux in carta, anzi, finora le tecniche che ho utilizzato sono "farina del mio sacco", nel senso che le ho messe a punto personalmente. Sicuramente nel mondo ci saranno altri che le utilizzano, ma per quanto abbia cercato, soprattutto in internet, non sono riuscita a trovare nessun omonimo di tecnica!
Da quando?
Più o meno 3 anni. Nel senso che sono circa 3 anni che realizzo, in modo sistematico e con un progetto più definito, bijoux in carta. Ci tengo a precisare che la carta che utilizzo non è di riciclo ne' di riutilizzo, perché le tecniche che ho sviluppato non mi danno buoni risultati usando carte di riviste o di giornali.
Utilizzo quasi esclusivamente carte e cartoncini da Belle Arti, eccezion fatta per la realizzazione delle paper beads, per le quali utilizzo carte patinate e carte da pacchi.
 
copyright di Paper Leaf

Perché la carta?
Perché, a parte essere il materiale che mi accompagna ormai da 15 anni e che conosco meglio di me stessa, è un materiale povero, o meglio un materiale considerato povero, senza valore e per di più delicato.
É quindi il materiale perfetto per poter dimostrare che la bellezza risiede non tanto nella preziosità del materiale stesso, quanto nella lavorazione e nella progettazione che c'è dietro alla realizzazione di un pezzo. 
 
Dove e come? Ci presenti il luogo in cui crei e gli strumenti/la tecnica che usi?
 
Lavoro nel mio studio/laboratorio domestico che non è null'altro che una stanza dove regna il caos più totale e dove ho colonizzato ogni singolo pezzetto di superficie disponibile, combattendo con il mio compagno un Risiko dove invece della Kamchatka si conquistano scaffali e spazio sulle scrivanie (sarebbe anche il suo studio/laboratorio, ma non stiano qui a rimarcarlo). C'è così tanto disordine che a volte perdo gli oggetti con cui sto lavorando, semplicemente appoggiandoli sul tavolo da lavoro…
 
copyright di Paper Leaf e del suo Assistente
 
copyright di Paper Leaf
 
Per quanto riguarda i materiali che uso è presto detto: carte assortite, neuroni (tanti), bisturi, cutter vari, il mio ventenne piano da taglio verde, colla, il mio fido Mac e un piano da taglio adesivo per il paper cutting.
Come plus e in base a ciò che realizzo posso usare anche vernici protettive specifiche per foglia metallica e per carta, foglia metallica imitazione oro e una serie di strumenti "alternativi" che mi sono inventata e ho realizzato per esigenze o effetti particolari.
 
copyright di Paper Leaf

Non uso una particolare tecnica, ma lavoro al contrario… nel senso che prima progetto e poi cerco il modo di realizzare il pezzo progettato.
In questo modo sono nate alcune "tecniche" che ho poi affinato e che continuo a utilizzare, magari mescolandole tra di loro o modificandole di volta in volta in base alle esigenze del momento. 
 
Chi? Colleghi, clienti, datori: rapporti lavorativi?
 
Per ora nessun rapporto lavorativo, nel senso che realizzo i miei pezzi in assoluta autonomia e, sempre in autonomia, continuo il mio lavoro ufficiale di graphicdesigner free lance (quello che mi serve per la sopravvivenza, insomma!). 

copyright di Paper Leaf

I clienti, anzi le clienti, sono una fonte continua e costante di gratificazioni e complimenti, non mi sono mai sentita tanto apprezzata… infatti il mio amor proprio ha messo su una 15ina di chili e se ne va in giro gonfio e tronfio come un piccolo tacchino felice!
 
Bianco/Nero: qual è l’aspetto più piacevole e quale il più noioso/brutto/antipatico della tua arte?
 
L'aspetto piacevole è sicuramente la progettazione. Adoro disegnare e, grazie a questa nuova avventura, sto riprendendo quella mano da illustratrice che avevo perso dopo tanti anni di progettazione grafica sul Mac.
 
copyright di Paper Leaf
 
copyright di Paper Leaf

La parte noiosa è nelle pause, fisiologiche, di lavorazione. Ad esempio quando “metto in forma” i miei pezzi, sia che li metta sotto torchio sia che li metta in piega curva forzata, bisogna che rimangano fermi fino a completa asciugatura, il che significa almeno 8 ore. O tra una stesura di vernice protettiva e l'altra…
Insomma, la normale routine che però utilizzo per iniziare nuovi pezzi!
 
Dove vai? Quale sono i prossimi obbiettivi/progetti?
 
Vorrei andare verso un negozietto tutto mio, dove esporre anche i lavori di altre artigiane.
Causa eventi socio-economici che ci coinvolgono sempre più pesantemente, temo rimarrà IL sogno nel cassetto, ma non dispero!
 
Ci mostri la creazione, secondo te, meglio riuscita o che meglio ti rappresenta?
 
In realtà non c’è IL pezzo Paper Leaf, ma una serie di creazioni che raccontano l’evoluzione, la ricerca, il percorso che ho intrapreso.
Ogni “serie” rappresenta uno step di crescita, un segmento del percorso, una parte del tutto.
 
copyright di Paper Leaf
 
copyright di Paper Leaf
 
Tra questi, c’è sicuramente la serie Wave, che ho declinato in tantissime combinazioni di pietre e dorature, ma anche la serie The intersections che rappresenta il mio periodo “architettonico”.
Per finire con l’ultima nata, la serie Arabesque, nata casualmente e che è diventata foriera di grandissime soddisfazioni. 
 
copyright di Paper Leaf
copyright di Paper Leaf
 
Dove possiamo trovarti?
 
Sono un vecchio gatto pigro, non fatemi uscire più del dovuto!
Scherzo, ma per quest’anno ancora niente in programma. Ci sarà qualche domenica al CheapwaBrunch'n'Market e all’Happy Sunday Market, entrambi qui a Roma, ma per il resto non ho ancora pianificato nulla per il 2013.
Per non perdere nulla di Paper Leaf, si può sempre seguire il blog e la pagina Facebook per eventuali date e novità, Issu per i cataloghi da sfogliare, la vetrina Blomming per lo shopping e Pinterest per le ispirazioni! 
 
 
Un poroso e dorato Grazie a Elisa, per la partecipazione e per avermi permesso di pubblicare le foto delle sue creazioni (e di uno dei suoi due fedelissimi assistenti)!
 
Buona Creatività!