martedì 25 febbraio 2014

mercoledì 19 febbraio 2014

Professione ILLUSTRATORE

Un annetto fa sono incappata in questo libro scritto da Andrew Hall e pubblicato nel 2011 da Logos, casa editrice specializzata in libri legati all'immagine, all'arte, alla fotografia, alla grafica e all'architettura (e molto altro).

Quel tomo dalla costa verde prato mi colpì subito per quel titolo così chiaro!

Professione ILLUSTRATORE è un corposo manuale che si propone di offrire una panoramica specifica sul mestiere di "illustratore".


Di norma diffido sempre un po' dai libri che si propongono come "guide pratiche" per imparare a fare o diventare qualcosa. Mi danno sempre la sensazione di lasciare il tempo che trovano...
Ho imparato che, soprattutto nelle attività creative, l'esperienza, il Fare, il condividere e il confrontarsi con altre persone, sul campo, sono le cose che davvero insegnano e lasciano qualcosa.

Ma la curiosità è femmina, no?
Sfogliato il volume decisi di acquistarlo e leggerlo con calma.


Professione ILLUSTRATORE, oltre ad avere un discreto peso fisico, si presenta con una grafica pulita, minimale, moderna. Molto piacevole.
I testi, talvolta molto discorsivi, altre più didascalici e sintetici, si accompagnano a immagini splendide ed esemplificative.
 
Il panorama lavorativo esplorato nel libro è internazionale e molto "americano".
Non nego che, da italiana, spesso (e con dispiacere) mi sia ritrovata a pensare: "sì, ma in Italia questo non accade mai!".
Considerazioni personali che, per il momento, non approfondirò.
 
L'indice del libro offre una chiara idea del contenuto di questo manuale.
 
 
Dopo una prima definizione del mestiere di illustratore, di brevi ma utili dissertazioni sugli aspetti importanti del "vedere" (dai meccanismi della visualizzazione, alle tecniche artistiche principali, da forme, toni e colori, fino a regole di prospettiva e composizione) e del "comunicare" (in cui si parla di segni, simboli, icone e forme di linguaggio), si entra nel vivo delle applicazioni che l'illustrazione ha nel mondo del lavoro.



Dalla stampa al settore librario, dalla pubblicità a quello definito come "intrattenimento leggero" (il mondo discografico o quello dei videogiochi, per esempio).

Ogni capitolo è strutturato in  modo semplice:

- descrizione del settore specifico, della sua evoluzione e storia
- l'uso e le caratteristiche principali che l'illustrazione deve avere in tale settore
- i ruoli creativi specifici del settore analizzato
- le fasi del lavoro vero e proprio
- un paio di esempi di incarico e relativo svolgimento
- uno schema riassuntivo di tutte le fasi e tutti gli aspetti sopracitati


Il tutto corredato da illustrazioni, foto e schemi.
La lettura è scorrevole e l'occhio scivola volentieri lungo tutti gli spunti visivi offerti.


A metà strada tra un saggio e un manuale didattico, Professione ILLUSTRATORE esplora infine il possibile scenario futuro dell'illustrazione e delle sue applicazioni.


Il capitolo conclusivo si incentra sul "lavorare come illustratore" nei vari step: il ciclo lavorativo, il business plan, il copyright, il marketing, la promozione, le agenzie, gli strumenti, i processi operativi i profitti possibili, i vantaggi e gli svantaggi, alcune "regole" di etica professionale e qualche buon consiglio.
Il tutto intermezzato da alcune "schede-profilo" di illustratori internazionali.
 
 
Professione ILLUSTRATORE si è rivelato, in fondo, un buon testo da cui prendere spunto.
 
Per chi è già (ampiamente) del mestiere il volume può essere uno strumento di "ripasso" e riepilogo di alcuni aspetti della professione.
Per chi è alle prime armi, si offre come un interessante punto di partenza per comprendere i meccanismi di un lavoro spesso poco conosciuto nella sua realtà più quotidiana.
 
Logos ha pubblicato altri titoli nella stessa collana, oltre ad altri volumi sull'argomento illustrazione (per esempio questo o questo).
Per chi fosse interessato.
 
Buona creatività!
 


mercoledì 12 febbraio 2014

Lavori in corso...

Queste settimane, poche parole, tanto da fare...
Lavori diversi, ma tutti collegati da un filo comune.

Cosa bolle in pentola?



 
Buona  Creatività!
 

lunedì 3 febbraio 2014

Febbraio... e vecchi "buoni" propositi.

Siamo a Febbraio, il mese più corto dell'anno!

Io lo comincio sempre festeggiando:

- l'1 una persona importante
- il 2 la Candelora (e se il detto è giusto, siamo alle porte d'uscita dell'Inverno!)
- il 3 San Biagio  con il panettone (se non conoscete la tradizione milanese, andate a leggere quel che ho linkato).

Nonostante la pioggerella fitta e umida che continua a scendere, mi auguro un mese ricco di colore e attività (e di giochi!).
Giriamo la pagina del calendario e...

Facciamo che ero... un Capo Indiano e questo era il mio Tepee!
 
Se a Gennaio stavamo in casa, a Febbraio usciamo e riprendiamo a muoverci!
Se a Gennaio tutti fanno buoni propositi (per esempio la mia omonima e bravissima Ilaria), io ho solo promesso di farli, ho rimandato e ho pensato di farli a Febbraio.
 
Ma dato che Gennaio è sempre un mese di rimuginamenti profondi (nella vita precedente dovevo essere un'orsa...) sono giunta a semplici considerazioni.
I buoni propositi sono divertenti nel farli... ma poi si mantengono sempre a metà o quasi.
Perché le situazioni cambiano, perché i desideri si modificano, perché la volontà prende altre strade (e pur se naturale, alla fine ci si sente sempre un po' in colpa).
I buoni propositi vanno sempre di moda, ma io non son mai stata alla moda.
I buoni propositi vivono nel futuro. Io no.
 

Quindi ho deciso che non farò propositi di nessun genere.
Mi dedicherò esclusivamente a vivere il momento presente e a fare (al meglio) quel che ho da/voglio/posso/devo/sento di fare.
 
 
Con tanta, tanta Buona Creatività!