Hai
terminato l’ultimo articolo per il tuo blog “Le ricette di Mirtilla”, o i
contenuti della tua prossima fantastic-newsletter; o stai creando una serie di bijoux
illustrati per il tuo negozio, o più semplicemente stai creando a mano il
biglietto di auguri per la tua amica Anna ma… ora ti serve l’immagine adatta!
E allora che si fa?
Facile: si apre il motore di ricerca, si inseriscono due o tre parole chiave e CLIC!
E allora che si fa?
Facile: si apre il motore di ricerca, si inseriscono due o tre parole chiave e CLIC!
Il gioco è fatto e davanti a Te scorrono migliaia di foto e colori rotondi che
gridano a gran voce “scegli me, sceglie me!”
Che portento la tecnologia, eh?
Che portento la tecnologia, eh?
Mmm… non
vorrei smorzare il tuo entusiasmo, cara Mirtilla, ma ti pongo due domande:
1. Sei sicura di poter utilizzare liberamente le immagini che hai sotto il naso? (aiutino: leggi qui)
2. Sei certa che quell’immagine, il suo contenuto, sia davvero giusta per la
tua comunicazione?
Ti ho messo in crisi?
Perfetto Mirtilla, è quello che volevo; e ora continua a leggere che sbrogliamo insieme la matassa!
Ti ho messo in crisi?
Perfetto Mirtilla, è quello che volevo; e ora continua a leggere che sbrogliamo insieme la matassa!
C’era una volta il Diritto d’Autore
Come ti ho già raccontato qui (lo sai a memoria, vero? Bene!), ogni contenuto che trovi in rete NON è automaticamente “disponibile”, pronto a essere usato, modificato, condiviso selvaggiamente.
Ogni foto, video, testo, perfino software, che trovi ha un papà o una mamma, un genitore, un Autore che gli ha dato vita; e la sua essenza e forma materiale viaggia assieme a una cosa che si chiama “licenza d’uso”.
Quando compri un microonde, leggi il libretto di istruzioni per capire come usarlo, giusto?
Stessa cosa.
Solo che per un'immagine, l’utilizzo è più etereo ed eterogeneo.
Nel 2001 è nata un’organizzazione fantastica (e utilissima), la CreativeCommons, che si è presa la briga di creare un codice visivo chiaro per distinguere le diverse licenze attribuibili alle opere d’ingegno.
Per esempio, ti sarà capitato di vedere in giro piccole icone come queste:

Ti invito a leggere, ora, questo articolo super preciso e scorrevole per scoprire tutto il necessario sull’argomento.
Fatto?
Brava Mirtilla, facciamo il passo successivo.
Immagini e Licenze (non poetiche)
Poniamo che tu stia cercando un’illustrazione con le mele per corredare la ricetta della “torta della nonna” che vuoi condividere sui tuoi canali.
1. Fai una bella ricerca per immagini e ti compare un muro di mele d’ogni tipo.
Come sapere se queste meraviglie sono utilizzabili?
2. Nel menù trovi
la dicitura “strumenti”. Clicca lì e ti comparirà un sottomenù in cui, come
vedi, trovi la voce “diritti d’utilizzo”.
3. Seleziona questa voce e vedrai aprirsi una finestra con più opzioni:
immagini non filtrate per licenza (cioè tutte insieme), quelle per essere usate
a scopi commerciali o meno, e quelle riutilizzabili con o senza modifiche.
Ecco Mirtilla, se desideri usare una foto per uso “non commerciale”, senza
pagare e senza infrangere la legge, puoi scegliere di filtrare la tua ricerca
con le voci che ti ho spuntato in rosso.
Esistono anche dei siti specializzati dove trovare immagini e foto "free", prova a cercarli.
Esistono anche dei siti specializzati dove trovare immagini e foto "free", prova a cercarli.
Ovviamente, quando avrai selezionato l'immagine adatta al tuo scopo, vi troverai assieme l'icona che ti specifica il tipo di uso e ricondivisione possibile (come visto sopra); nel momento in cui la inserirai nel tuo articolo, l’unico tuo
dovere sarà proprio questo: specificare l’autore e/o la licenza d’uso a essa legata.
Se invece è tua intenzione acquistare un’immagine, hai scelta più ampia.
Puoi utilizzare le prime due spunte che il motore di ricerca ti offre, come prima opzione.
Cercare, come seconda: in rete trovi una marea di portali che, a partire anche da pochi euro, si occupano di vendere foto e illustrazioni in base ai diritti, al tipo di licenza, alla destinazione d’uso etc.
Tra i più famosi: Fotolia/AdobeStock, Dreamstime, ShutterStock…
Ti basta fare un piccola ricerca (per esempio con “stock immagini”) e avrai solo l’imbarazzo della scelta!
Terza opzione, più costosa forse ma decisamente più unica e specializzata, puoi rivolgerti a un professionista (fotografo, grafico, illustratore etc.) che crei ad hoc la parte visiva della tua comunicazione.
Se invece è tua intenzione acquistare un’immagine, hai scelta più ampia.
Puoi utilizzare le prime due spunte che il motore di ricerca ti offre, come prima opzione.
Cercare, come seconda: in rete trovi una marea di portali che, a partire anche da pochi euro, si occupano di vendere foto e illustrazioni in base ai diritti, al tipo di licenza, alla destinazione d’uso etc.
Tra i più famosi: Fotolia/AdobeStock, Dreamstime, ShutterStock…
Ti basta fare un piccola ricerca (per esempio con “stock immagini”) e avrai solo l’imbarazzo della scelta!
Terza opzione, più costosa forse ma decisamente più unica e specializzata, puoi rivolgerti a un professionista (fotografo, grafico, illustratore etc.) che crei ad hoc la parte visiva della tua comunicazione.
Mirtilla bella, ora conosci tutta la simbologia del Creative Commons e sai come muoverti.
Immagini e significati (poetici!)
Visto che mi hai letta fino a qua, ti lascio con una mela più dolce da gustare!
Ora che dal punto di vista pratico e legale sei un asso, ti puoi allenare a scovare l’immagine più adatta alla tua comunicazione dal punto di vista semantico.
“Ma come, Ila… Una mela vale l’altra, non mi basta scaricare la prima foto graziosa che trovo?"
Tesoro, no.
Certo, potrebbe pure andare bene, ma se vuoi essere un po’ più “performante” nella tua comunicazione visiva, leggi questo semplice ma fondamentale consiglio.
Una delle prime cose che mi è stata insegnata (e ripetuta allo sfinimento), durante i corsi di illustrazione, è stata questa:
Certo, potrebbe pure andare bene, ma se vuoi essere un po’ più “performante” nella tua comunicazione visiva, leggi questo semplice ma fondamentale consiglio.
Una delle prime cose che mi è stata insegnata (e ripetuta allo sfinimento), durante i corsi di illustrazione, è stata questa:
prendi il
testo da illustrare, leggilo e poi disegna quello che è nascosto tra le righe,
fai apparire il meta-testo, quello che sta tutto attorno, ciò che le parole non
dicono
In questo modo, parola e immagine avranno ognuna il proprio ruolo fondamentale e insostituibile e, messe insieme, saranno una bomba!
Immagina che alla tua ricetta tu associ la prima mela raccolta.
Io arrivo sul tuo blog di cucina, vedo il frutto, mi aspetto di trovare un modo utile per cucinarlo e leggo la ricetta. Carino, utile, fine.
Cambiamo scena: al tuo testo scegli di affiancare un’immagine che sì, contenga le mele, ma che vada oltre.
Pensa a cosa vuoi trasmettere a chi ti legge.
Solo un elenco di ingredienti da mescolare assieme o una sensazione di golosità, allegria e condivisione?
Ecco che allora la tua ricerca si affina e, magari, opterai per una soluzione diversa.
Cara Mirtilla, dimmi, la tua amica Anna cosa cliccherebbe?
* illustrazione a destra di Arthur Rackham
Una metafora per amica
Siamo giunte alla fine di questo breve percorso sull’uso delle immagini e sulla loro ricerca e, con oggi, ti si è aperto il mondo delle “licenze” (poetiche e non).
Su entrambe, te lo assicuro, c’è sempre da imparare e aggiornarsi, con un po’ di impegno e con grande divertimento, credimi!
Anzi, prossimamente tornerò sull'argomento simbolico e metaforico delle immagini.
Tu intanto allena il tuo occhio, il tuo pensiero laterale, la tua creatività innata (ce l’hai Mirtilla, ce l’hai!) e ciò che trasmetterai al mondo sarà ancora più incisivo.
Se ti piacciono le mie chiacchiere creative e vuoi averne di più, iscriviti alle ImageryNews, la mia newsletter mensile sempre piena di giochi, colori e sorrisi!
Buona Creatività!
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