lunedì 18 settembre 2017

Le 10 cose che ho imparato sulla creatività dal mio parquet


"Se qualcosa può andar male...

... di sicuro lo farà", questo è quello che dice la legge di Murphy, presente?
Capitano a tutti quei periodi in cui la sorella cattiva della Dea Bendata ti prende in simpatia e vuole passare ad ogni costo del tempo con te. Sarà capitato a te e, tranquilla, succede anche alla sottoscritta.

In particolare ci son stati giorni, la scorsa Primavera, in cui in casa si rompeva di tutto; piccole cose magari, ma che noie! Sembrava di avere i poltergeist come coinquilini.
E tra le varie "rotture" ci si è messo d'impegno anche il mio parquet che, sollecitato dal caldo e dal freddo nel cambio stagione, ha deciso di stiracchiarsi per bene regalandomi una bella sorpresa: 3mq di fughe spaccate.

Allo sconforto nell'ammirare il deserto di crepe formatosi nel disimpegno, si è aggiunto un altro tipo di frattura, questa volta tutta interiore (te ne ho accennato in questo post, ricordi?): una bella crisi creativa legata allo "stile" con cui mi esprimo. Proprio adesso che sto ultimando il Calendario 2018?!

Mi sono ritrovata nel giro di poche ore a guardare sconsolata il mio pavimento tutto spezzettato e a sentirmi a terra perchè la mia mano non era in grado di esprimere quello che volevo dal disegno.

Pavimento e creatività in frantumi

Dovevo trovare una soluzione. Anzi due.
E mi son messa in cerca: da un parte su web, nei Brico, telefonando disperatamente a papà, dall'altra nei libri, su Instagram e telefonando disperatamente alla mia amica M.

Devo dire che la ricerca è stata lunga ma, per il parquet, il rimedio l'ho trovato.
Escludendo stucchi e vernici non adatte a legno verniciato, ed escludendo costosi interventi di ristrutturazione (!!!), sono giunta a fare amicizia con la cera per mobili che, con infinita pazienza, sto applicando a mano a ogni millimetro di fuga.

Accovacciata a terra e armata di apposita spatolina (benedette discipline plastiche al liceo artistico), mi son messa all'opera calcolando che, due righe al giorno... per fine Settembre dovrei aver finito!
Quindi ogni mattina, dopo colazione, mi prendo un'oretta per la mia pratica quotidiana di restauro-zen.

E per il disegno che si fa?

La crisi creativa è ancora in gestazione; intravedo la luce alla fine del tunnel ma ci devo lavorare.
E nel tempo ho imparato che accanirsi su una cosa non serve a molto, anzi, molto meglio lasciar andar un po' la presa e distrarsi con altro.

La pausa l'ho presa alla grande con le ferie passate.
In merito al distrarsi devo dire che la sopracitata sorella cattiva della Dea Bendata alla fin fine mi ha fatto un regalo.
Sì, perchè il mio parquet rotto mi sta insegnando davvero molte cose che posso applicare alla mia creatività momentaneamente interrotta. Vuoi sapere quali?

Le 10 cose che ho imparato dal mio parquet

1 avere una chiara visione del problema e dell'obbiettivo da raggiungere
andare per tentativi nella ricerca di una soluzione, senza disperarsi al primo fallimento
una volta trovato il rimedio, metterlo in pratica senza "se" e senza "ma"
acquisire un metodo di lavoro nuovo
insistere, praticare, fare
esercitare il dono intrinseco della pazienza
allenare il muscolo dell'attenzione, osservando i più minuscoli dettagli
sperimentare posizioni Yoga non ancora inventate in uno spazio ridotto
praticare una nuova forma di meditazione zen
10 chi fa da sé fa per tre, ovvero: ce la posso fare!

Sono sicura che questo piccolo decalogo tornerà utile anche a te, per qualsiasi crisi tu debba superare (creativa o casalinga che sia!) Tu che dici?

Se stai attraversando anche tu una fase di questo tipo e ti va di farci su due chiacchiere, scrivimi pure qui nei commenti o contattami sui social.

Io nel frattempo termino il restauro del parquet e mi metto all'opera per ritrovare il mio "segno", così da poterti presentare alla fine un nuovo, magico e perfetto Calendario 2018!

Buona Creatività!

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